Apre al pubblico a Milano la mostra “80mq di Silenzio. Domenico Fazzari”

Il più grande miracolo della pittura è quello di saper creare illusioni. E quando l’illusione nasce dall’immaginario dialogo tra due luoghi, fisicamente lontani ma accomunati da una storia di distruzione, nascono i magnifici prodotti dell’arte come la mostra “80mq di Silenzio. Domenico Fazzari” Lo Studio Museo Francesco Messina di Milano, anche ex Chiesa di San Sisto la cui abside è andata distrutta nei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ospiterà dal 7 luglio al 1 ottobre 2017 lo scenografico dipinto di 80 metri quadri del paesaggista Domenico Fazzari ritraente l’abside dell’abbandonata Chiesa di San Salvatore ad Africo, la sola architettura significativa sopravvissuta dopo l’alluvione avvenuta nel 1951 nell’Aspromonte. In questo dipinto Domenico Fazzari dà voce alle rovine di Africo e permette a San Sisto di recuperare temporaneamente l’abside perduta. Il silenzio citato nel titolo, momento di osservazione e contemplazione, rappresenta qui la condizione umana e dello spettatore di fronte alla rovina.

San Salvatore

L’ex Chiesa di San Sisto dopo i bombardamenti a Milano durante le Seconda Guerra Mondiale.

L’esposizione, che inaugurerà giovedì 6 luglio alle ore 18, è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dallo Studio Museo Francesco Messina, promossa dalla direttrice del museo Maria Fratelli con il supporto del Laboratorio di Scenografia del Teatro alla Scala. L’allestimento propone l’accostamento fisico delle rovine delle due chiese nel nord e nel sud Italia, una a Milano e una in Aspromonte, aprendo un forte dialogo tra questi due luoghi cercando di far rivivere la loro identità nella memoria. Afferma Maria Fratelli: “… In San Sisto la congruenza tra lo spazio reale e quello della Chiesa di Africo è talmente forte che la variazione non è di luogo ma di tempo. Non si spiegherebbero altrimenti i muri scrostati, le finestre rotte, lo stato di abbandono (e quella mucca a destra dell’altare che guarda sospettosa). Entrare in San Sisto per non essere a Milano oggi, ma nell’immediato dopoguerra, quando l’abside non c’era più, quando il silenzio che sempre segue a una distruzione è ancora sospeso nell’aria”.

Domenico Fazzari, 80mq di silenzio

Il piccolo Borgo fantasma di Africo vecchio. Sulla destra la Chiesa di San Salvatore.

La mostra “80mq di Silenzio. Domenico Fazzari“, che avrà luogo dal 7 luglio al 1 ottobre 2017, prevede nel mese di settembre una serie di eventi collaterali tra cui corsi di pittura, laboratori teatrali, incontri e dibattiti. L’ingresso è libero da martedì a domenica, delle ore 10 alle ore 18. Per informazioni al pubblico 02 86453005.


 

Grazie per aver letto questo articolo!

Se ti è piaciuto condividilo utilizzando i tasti di condivisione social e iscriviti alla nostra Newsletter settimanale per rimanere sempre aggiornato. Potrai cancellarti in qualsiasi momento.

campanella

 Sharing is Caring! 😉

   

About Author

Conosciuto come Gillo, nasce in Brianza nel 1988 ed è co-fondatore di Glamour Affair. Ha molte passioni, ma quella innata per la progettazione e il design lo ha portato a conseguire nel 2014, presso il Politecnico di Milano, la Laurea Magistrale in Architettura delle Costruzioni con il massimo dei voti. Iscritto all'Ordine professionale dal 2016, ha esercitato la professione di architetto e fotografo come libero professionista, lavorando oggi nella comunicazione e nella fotografia con la Società Quadrifolium Group S.r.l. che ha fondato con il fratello Stefano. Il mondo dell’arte e della creazione (non della creatività, quella la lasciamo ai grandi Maestri), lo ha aiutato ad essere un gran osservatore ed a sviluppare un attento occhio critico. Un carattere risoluto lo porta spesso ad odiare le mezze misure, ma ciò non gli impedisce di essere sempre disponibile verso tutti ed ascoltare le persone. Si ritiene tradizionalista (alcuni, per disprezzo, direbbero conservatore), ma senza timore del progresso, e crede che solo l’impegno e la costanza possano portare al raggiungimento dei propri obiettivi. Cerca sempre di dare molto valore al tempo perché, essendo di natura uguale per tutti, è il più grande strumento di democrazia.