Inaugurata a Lodi l’opera postuma del Celebre Artista Giuliano Mauri.

“La Cattedrale vegetale rappresenta un’idea di magnificenza, un ordine e una sacralità del luogo. Ho sempre voluto dare corpo a questa fratellanza che esiste tra il luogo e la sacralità della terra e di questi elementi che si innalzano che sono gli alberi. In questo c’è dentro tutta la filosofia del mio lavoro.” Con queste parole Giuliano Mauri, scomparso nel 2009, dava impulso alla sua idea di Cattedrale vegetale. Opera postuma inaugurata il 23 aprile 2017 a Lodi sulle rive dell’Adda, occupa quasi 1.700 metri quadrati con 108 colonne di legno da 18 metri all’interno delle quali giovani querce cresceranno lentamente. Un’opera di Land art che crea di un luogo di silenzio e pace in cui, nelle intenzioni dell’artista, è possibile raccogliersi in riflessione in uno stretto connubio tra arte e natura. La Cattedrale vegetale voluta a Lodi è qualcosa di diverso da un’opera architettonica, religiosa o estetica. Significa, in tempi così incerti, credere in un luogo di aggregazione dove esiste solo la natura e la forza dei suoi silenzi.

Cattedrale Vegetale, giuliano Mauri

Vista della Cattedrale Vegetale. Fonte: ilcittadino.it

Giuliano Mauri aveva pensato e progettato la Cattedrale vegetale proprio per la sua città, Lodi. Qui infatti è nato nel 1938 e si è avviato nella carriera artistica, ma è nel 1981, dopo l’incontro con Vittorio Fagone e Dieter Ronter, che inizia la sua carriera nell’ambito del nascente movimento europeo “Art in Nature” come unico artista italiano insieme a Hermann Prigann e Nils Udo. Oltre quattrocento persone tra lodigiani e curiosi hanno assistito al taglio del nastro ufficiale dell’l’opera realizzata su disegno originale di Mauri. Ed è stato Philippe Daverio, amico personale dell’artista lodigiano, ad illustrare le tappe della monumentale realizzazione iniziata nel maggio 2016 e conclusa il 20 ottobre dello stesso anno. Insieme a lui Andrea Cancellato, ex sindaco di Lodi e direttore della Triennale di Milano, che ha dato il suo patrocinio all’opera, e la nipote di Mauri, Francesca Regorda, responsabile dell’associazione che porta il nome dell’artista.

Cattedrale Vegetale, giuliano Mauri

Philippe Daverio all’inaugurazione. Fonte: milano-corriere.it

Ma questa non è l’unica Cattedrale vegetale. La prima idea venne a Mauri negli anni ’80, ma solo nel 2001 riuscì a costruirla ad Arte Sella (a Borgo Valsugana, Trento), grazie al Direttore Artistico Emanuele Montibeller. Ormai immagine simbolo della valle, l’installazione accoglie migliaia di visitatori l’anno. La seconda realizzata nel Parco delle Orobie (Bergamo), in un contesto ambientale più isolato. “La Cattedrale vegetale evoca in noi molte emozioni, incontra qualche nostro bisogno indefinito, ma lo fa con leggerezza, lasciandoci spazi per guardarci attraverso, come attraverso le sue possenti ed eteree colonne. Ci intimidisce con le sue dimensioni: l’altezza la monumentalità; rievoca grandi fatiche e grandi invenzioni, aspirazioni architettoniche e religiose degli uomini che in ogni periodo della loro storia hanno provato a spiegare, sfiorando i loro limiti e le loro possibilità, rivolgendosi alle loro divinità, cercando di raggiungerle in una preghiera non certo sussurrata o sommersa”. Così scriveva l’artista Laura Tomaselli.

Cattedrale Vegetale, giuliano Mauri

La Cattedrale vegetale all’imbrunire. Fonte: ilcittadino.it


 

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About Author

Conosciuto come Gillo, nasce in Brianza nel 1988 ed è co-fondatore di Glamour Affair. Ha molte passioni, ma quella innata per la progettazione e il design lo ha portato a conseguire nel 2014, presso il Politecnico di Milano, la Laurea Magistrale in Architettura delle Costruzioni con il massimo dei voti. Iscritto all'Ordine professionale dal 2016, ha esercitato la professione di architetto e fotografo come libero professionista, lavorando oggi nella comunicazione e nella fotografia con la Società Quadrifolium Group S.r.l. che ha fondato con il fratello Stefano. Il mondo dell’arte e della creazione (non della creatività, quella la lasciamo ai grandi Maestri), lo ha aiutato ad essere un gran osservatore ed a sviluppare un attento occhio critico. Un carattere risoluto lo porta spesso ad odiare le mezze misure, ma ciò non gli impedisce di essere sempre disponibile verso tutti ed ascoltare le persone. Si ritiene tradizionalista (alcuni, per disprezzo, direbbero conservatore), ma senza timore del progresso, e crede che solo l’impegno e la costanza possano portare al raggiungimento dei propri obiettivi. Cerca sempre di dare molto valore al tempo perché, essendo di natura uguale per tutti, è il più grande strumento di democrazia.

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