Un artista che colpì la fantasia di molti: da Mick Jagger agli sceneggiatori di Harry Potter

Maurits Cornelis Escher (1898-1972) è uno di quegli artisti che diventano icone senza volerlo. Anzi, senza nemmeno sospettarlo. Le opere di questo incisore olandese dall’animo schivo sono divenute infatti più popolari dello stesso autore. Cinema, editoria, pubblicità e musica hanno attinto a piene mani al suo corpus di opere. Dal suo celeberrimo Mano con sfera riflettente (1935), quasi precursore del moderno selfie, a Relatività (o Casa di scale) (1953), non è difficile ritrovare i suoi disegni stampati su magliette o riprodotti su cartoline.

Milano sceglie di omaggiare Escher con una retrospettiva di oltre 200 opere esposte a Palazzo Reale dal 24 giugno al 22 gennaio 2017. Una mostra promossa da Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE. Curatori dell’esposizione, organizzata in collaborazione con la Escher Foundation, sono Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea. Un successo assicurato, visto che le precedenti mostre a Roma, Bologna e Treviso hanno fatto registrare il tutto esaurito con un totale di circa 580mila visitatori.

La mostra mette in luce il percorso artistico di Escher in sei sezioni. Si va dai paesaggi italiani (Escher amò molto il Bel Paese), fino all’approdo all’intuzione finale, l’esistenza di uno schema geometrico che sta alla base di tutte le cose, naturali e artificiali. Il centro focale resta il momento della maturità artistica con i temi della tassellatura e degli oggetti impossibili. Presente anche la sezione dedicata alla percezione visiva e ai riferimenti matematici del grande artista. Infine, è stata anche allestita un’area che esplora le influenze di Escher nell’editoria, nella musica e nella cultura del Novecento.

Inizialmente guidato dagli insegnamenti del maestro Samuel Jessurum de Mesquita, si avvicina in seguito al Futurismo e alle incisioni giapponesi. Ma è l’esperienza in Italia, dove vive da giovane con i genitori e da adulto con la moglie, a scuotere le sue prospettive. Sono le vedute degli edifici e dei monumenti italiani a condurlo alla realizzazione dei famosi labirinti e scale, ai giochi di incastri che lo renderanno iconico.  Le decorazioni moresche dell’Alhambra e di Cordova, scoperte durante un viaggio in Spagna, faranno il resto.

Il vastissimo corpus di opere di Maurits Cornelis Escher sembra anticipare di un secolo le moderne tecnologie digitali. Dai suoi disegni emerge infatti il tentativo di far vivere sul piano bidimensionale le tre dimensioni della realtà.

In Mano con sfera riflettente del 1935, Escher ci mostra la sua mano, il suo volto rifllesso nella sfera e l’ambientazione della stanza alle sue spalle. Senza la sfera riflettente, non sarebbe in grado di abbracciarla con la vista. La sua figura appare deformata dal riflesso della superficie sferica, mentre due diversi mondi, quello reale e quello riflesso, entrano in comunicazione.

Relatività, Maurits Cornelius Escher (1953)

Relatività, Maurits Cornelis Escher (1953)

In Relatività del 1953, Escher utilizza addiruttura tre diverse prospettive in una sola ambientazione. Nello stesso disegno molte diverse realtà sembrano convivere. Nella composizione si notano diverse figure umane che salgono (o scendono) una scala, in spazi che sembrano essere antitetici gli uni rispetto agli altri. Ogni figura abita in un suo mondo coerente in apparente contrasto con quello degli altri. Tutti però sono integrati in un incastro perfetto, con diverse forze di gravità che operano contemporaneamente.

Sono queste le intriganti illusioni ottiche con cui Escher affascina il pubblico moderno. Non si contano le riproduzioni dei suoi disegni su cartoline, biglietti d’auguri, magliette. Persino sulle copertine degli LP: l’artista infatti concesse la riproduzione della sua litografia per la copertina di On the run dei Pink Floyd. Mick Jagger gli chiese di illustrare la cover del suo album Let it bleed. A quanto pare l’artista, di indole riservata, non apprezzò i toni confidenziali con cui il musicista si rivolse a lui nella lettera con cui avanzò la sua richiesta. E rifiutò l’invito.

Pink Floyd, "On the run" (www.touringclub.it)

Pink Floyd, “On the run” (www.touringclub.it)

Infine, una curiosità: persino nella saga dei film di Harry Potter non mancano i riferimenti a Escher. L’interno della scuola di magia di Hogwarts riprende chiaramente la struttura di Casa di Scale.

Una scena del film "Harry Potter", interni di Hogwarts

Una scena del film “Harry Potter”, interni di Hogwarts (moviepilot.com)


Informazioni e prenotazioni

Palazzo Reale, Piazza del Duomo, 12 Milano
Tel +39 02 89 29 711
(dal lunedi al venerdi dalle 10.00 alle 17.00 )

Orari
Lunedì dalle 14.30 alle 19.30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica
dalle 9.30 alle 19.30
Giovedì e sabato 9.30 – 22.30
(La biglietteria chiude un’ora prima)

Biglietti
Intero € 12,00
Ridotto € 10,00
Ridotto Gruppi € 10,00
(prenotazione obbligatoria)


 

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About Author

Copywriter e giornalista iscritta all'albo, classe 1988, scrivo per vocazione. Tre lingue parlate, leggo fin troppi libri per essere bionda. Segno zodiacale: cancro. Fiore preferito: l’orchidea. Consumatrice di rossetti. Cioccolato fondente almeno una volta al giorno. Mai imparato a fischiare. Nella mia mente sono sempre in viaggio. Se fossi un paese sarei l'Australia, l'avventura dei miei 16 anni. I grattacieli moderni, il cuore selvatico delle foreste, i colori chiari dell'outback. A vent’anni scopro l'America, in viaggio tra California e Nevada. Mi innamoro dei colori di Barcellona e dei cieli gelidi di Berlino. Mi sento più sicura se indosso qualcosa di nero. Alla primavera preferisco l'autunno, ma la mia stagione è l'estate. Ero una di quei bambini che parlano con l'amico immaginario. Mal sopporto la neve, il rosa e la marmellata di mirtilli. Sono per i cani piuttosto che i gatti, il mare più che la montagna. Mi arrabbio con moderazione. Mi sgrido tanto. Mi perdono spesso. E sogno di vedere l'Africa.