A PALAZZO STROZZI RIUNITE LE PERSONALITÀ DEL MOVIMENTO RADICALE ITALIANO.

L’Italia è terra di Utopia per antonomasia. Un luogo dove la storia si fonde con il futuro per far nascere l’avanguardia. E fu così per gran parte del ‘900, epoca in cui, a più riprese, piccoli gruppi di artisti e intellettuali gettarono le basi di giovani movimenti che avrebbero dato il via a molte delle rivoluzioni estetiche europee del XX secolo. Come non ricordare ad esempio il Futurismo, l’energia che emanava e la spinta che provocò all’interno di tutto il pensiero artistico-culturale dell’epoca, imponendo il mito della velocità e della dinamicità contro la staticità della storia e dell’uomo. Figli di questo bisogno di rottura furono altri movimenti del secondo dopoguerra, primo tra tutti il Movimento radicale che infiammò l’estetica tra gli anni ’60 e ’70.

movimento radicale

Ph Credits: www.palazzostrozzi.org

Dal 20 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018, gli spazi della Strozzina a Palazzo Strozzi a Firenze ospitano “Utopie Radicali. Oltre l’architettura: Firenze 1966-1976“, una mostra che celebra la straordinaria stagione creativa fiorentina del Movimento radicale tra gli anni ’60 e ’70 del Novecento, curata da Pino Brugellis, Gianni Pettena e Alberto Salvadori, con la collaborazione di Elisabetta Trincherini per le ricerche e il coordinamento dei materiali d’archivio. “Utopie Radicali” riunisce per la prima volta in un’unica mostra le opere visionarie di gruppi e personalità come Archizoom, Superstudio, Lapo Binazzi e Ufo, Gianni Pettena, Remo Buti, 9999 e Zziggurat, capaci di rendere Firenze il centro di una rivoluzione creativa che ha segnato lo sviluppo delle arti a livello internazionale.

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Ph Credits: www.palazzostrozzi.org

Questa generazione di artisti, inizialmente studenti legati principalmente alla Facoltà di Architettura di Firenze, è la prima in Italia a portare avanti in maniera originale la profonda revisione della disciplina architettonica, alla ricerca di un inedito connubio tra l’utopia architettonica e la ricerca basata sulle tecnologie più avanzate. Definito inizialmente come “Superarchitettura”, “controdesign”, “architettura concettuale” o “utopia”, il Movimento architettonico radicale a Firenze si contraddistingue per l’originale e proficuo scambio tra la ricerca architettonica e le arti visive, andando appunto oltre l’architettura. Caratteristica del ruolo “radicale” dei ricercatori fiorentini è quella di innovare profondamente strategie progettuali e piattaforme concettuali.

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Utopie Radicali” si pone l’obiettivo di far conoscere gli anni in cui il movimento si è formato e ha operato e mostrare la grande eredità che ha lasciato alle generazioni successive, celebri architetti come Bernard Tschumi, Zaha Hadid, Rem Koolhaas o Frank Gehry. Non a caso la maggior parte delle opere e dei materiali dei protagonisti radicali sono raccolti ed esposti al MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Canadian Center for Architecture di Montreal, il FRAC Centre di Orleans, il MAXXI di Roma. La mostra è prodotta e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Fondazione CR Firenze con l’Osservatorio per le Arti Contemporanee e supportata da Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Associazione Partners Palazzo Strozzi e Regione Toscana.

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Ph Credits: www.palazzostrozzi.org

Per info visita il SITO UFFICIALE di Palazzo Strozzi.


 

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About Author

Conosciuto come Gillo, nasce in Brianza nel 1988 ed è co-fondatore di Glamour Affair. Ha molte passioni, ma quella innata per la progettazione e il design lo ha portato a conseguire nel 2014, presso il Politecnico di Milano, la Laurea Magistrale in Architettura delle Costruzioni con il massimo dei voti. Iscritto all'Ordine professionale dal 2016, ha esercitato la professione di architetto e fotografo come libero professionista, lavorando oggi nella comunicazione e nella fotografia con la Società Quadrifolium Group S.r.l. che ha fondato con il fratello Stefano. Il mondo dell’arte e della creazione (non della creatività, quella la lasciamo ai grandi Maestri), lo ha aiutato ad essere un gran osservatore ed a sviluppare un attento occhio critico. Un carattere risoluto lo porta spesso ad odiare le mezze misure, ma ciò non gli impedisce di essere sempre disponibile verso tutti ed ascoltare le persone. Si ritiene tradizionalista (alcuni, per disprezzo, direbbero conservatore), ma senza timore del progresso, e crede che solo l’impegno e la costanza possano portare al raggiungimento dei propri obiettivi. Cerca sempre di dare molto valore al tempo perché, essendo di natura uguale per tutti, è il più grande strumento di democrazia.