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La top italiana ha deciso di intraprendere la carriera di designer, diventando una stilista e creando capi speciali per le mamme in attesa, e non…

Bianca Balti inaspettatamente lancia la sua prima collezione sostenibile da stilista, una Capsule Collection Maternity che ha chiamato “Renaissance” in onore dell’idea innovativa che l’ha portata alla sua creazione.

Perchè mai, mi sono detta, una che di solito mette cose fatte bene, sceglie le fibre naturali ed è attenta alla qualità dei tessuti, quando resta incinta deve per forza arrendersi al jersey? ”

Un’ idea che non fa una piega se si pensa al target di riferimento a cui la top si è ispirata, ossia le giovani donne come lei che, con la gioia della maternità, si rendono conto di quanto sia fondamentale una maggiore cura e una maggiore attenzione all’ambiente circostante per se stessi, per i propri figli (lei ha due bambine di 12 e 3 anni, Matilde e Mia) e per mantenere viva la speranza di un futuro migliore.

Bianca ha poi spiegato cosa la porta a cercare di comprendere al meglio che tipo di novità possa costituire questo progetto:

“ Ho voluto questo nome perché la gravidanza rappresenta l’idea di rinascita e perché questo è un capitolo nuovo della mia vita. Di fronte all’idea di far produrre le stoffe o utilizzarne di già esistenti e non più commercializzabili, perchè ridotte a pezzature minime non ho avuto dubbi: la seconda opzione ha reso il tutto più divertente e al contempo più esclusivo. Quando mi sono resa conto che avrei potuto proseguire su questa strada, non c’era motivo per non farlo ”.


Continua Bianca: “ Non puoi sentirti sostenibile se sai a priori che indosserai un capo solo per nove mesi, ma anche perché essendo ogni pezzo prodotto a Los Angeles, dove vivo da tempo, i salari delle lavoratici sono garantiti e gli abiti vengono realizzati in spazi confortevoli e 100 per cento femminili, gestiti da donne”.

I capi della linea Bianca Balti Maternity sono pensati per “moms to be chic”, prendendo ispirazione da icone immortali come Grace Kelly, Brigitte Bardot e Jane Birkin.

Si va dalla petite robe noire di velluto a mini chemisier rosa o azzurro pallido, passando per modelli in tweed anni ’50 con collo quadrato e bottoni a vista, inoltre Bianca ha deciso di abbinare tutti gli abiti a un paio di culotte:

“ Adoro l’idea che si possano mostrare le gambe, sentendosi comunque libere di muoversi”.

Bianca tiene a precisare che i suoi abiti sono alla moda ma non “di stagione”, perché non vuole seguire le stagioni e ha anche anticipato che il futuro sarà ancora più rosa, infatti la top ha intenzione di coinvolgere nella produzione della sua linea anche le homeless incinte, perché tutte le donne hanno il diritto di stare bene nei migliori nove mesi della loro vita.


 

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campanella

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About Author

“Il peccato capitale non è essere vestito male, è indossare la cosa giusta nel posto sbagliato.". Lo ha detto Edith Head, celebre costumista americana con più Oscar in tasca di chiunque altro e sono fermamente convinta che abbia ragione, credo che questo dovrebbe diventare un po' il mantra della vita…almeno lo è della mia. Sara, 24 anni, ex studentessa per ora, parlo tre lingue, faccio di tutto e di più perché non posso stare ferma e la mia passione più grande è da sempre la MODA e tutto ciò che la riguarda. Amo i viaggi, un tramonto sul mare, i posti da scoprire, il sole, cantare a squarciagola in macchina, la buona cucina di mia nonna. Amo l’amore. Amo scrivere, a volte non riesco a smettere. Cinepatica, datemi un titolo e vi dirò chi siete. Anima wanderlust. Perfezionista, spendacciona, romantica e innamorata del mio John Smith. Attenta osservatrice, i dettagli fanno la differenza. Sempre pronta sulle nuove tendenze. Credo che lo shopping sia la miglior terapia al mondo. Collezionista compulsiva di scarpe e occhiali da sole. Non esco mai senza i miei cat-eye neri. Non so ancora chi diventerò nella mia vita ma so solo che qualunque cosa farò ci metterò sempre dedizione e tanta tanta PASSIONE.