La storia del festival della musica più glam di sempre, a cui tutti dovremmo partecipare, almeno una volta nella vita

Il Coachella Valley Music and Arts Festival è uno dei festival della musica più in al mondo ed ogni anno attira tantissime celebrities e influencer da tutto il globo. Location ormai storica di questo festival è la cittadina di Indio, nella contea di Riverside, in California, di neppure 80 mila abitanti e a due ore di auto da Los Angeles,.

Alessandra Ambrosio, Paris Hilton, Chiara Ferragni, sono moltissime le star che hanno fatto del Coachella un place to be, per godere di buona musica e per immergersi nel mood hippie e boho-chic che ha dato vita ad uno stile proprio di questo festival.
La prima edizione del festival viene partorita nel 1999 da un’idea di Paul Tollett e la sua compagnia, la Goldenvoice. Ma già qualche anno prima, nel 1993, erano stati i Pearl Jam ad accorgersi di questa location ad Indio.

Nel ’93 l’evento era però nato come segno di protesta, perché i Pearl Jam non condividevano l’incremento del prezzo dei biglietti dei concerti, distribuiti da Ticketmaster. Decisero così di realizzare un concerto vendendo i biglietti fuori dal classico circuito, all’Empire Polo Club, ancora oggi luogo iconico del Coachella, caratterizzato da altissime palme su un cremisi orizzonte, tipico dei tramonti californiani.

Nel 1999, però, era tutto molto diverso ma come appare oggi il Coachella, soprattutto i prezzi. Un biglietto costava 50 dollari, il parcheggio era gratuito e all’arrivo veniva data una bottiglietta di acqua gratuitamente, altrimenti per comprarla bastavano 2 dollari. Era decisamente più accessibile dei 429 dollari del ticket base di oggi.

A questo incremento avevano sicuramente contribuito le “Cali Vibes”, che hanno avuto una forte influenza, facendo si che ogni altro festival di musica mainstream venisse eclissato.
Secondo una ricerca di Rolling Stone America sulla prima edizione del festival, il successo di questo nuovo evento era dovuto al fatto che ci si fosse rifatti agli storici festival europei come Glanstonbury e Redding.

Infatti nel 1999 il Coachella si svolgeva in un unico weekend ad Ottobre, attirando 20.000 persone ogni giorno. La lineup era caratterizzata da un mix di rock, musica elettronica e hip hop alternativo, un accostamento innovativo per un festival che già puntava ad uno scenario musicalmente più pop, commerciale e “da classifica”.
Successivamente il New Yorker comunicò che la Goldenvoice in quell’occasione aveva perso quasi un milione di dollari, malgrado critiche positive e la buona riuscita del festival, tanto che l’anno dopo venne cancellato.

Successivamente nel 2001 Tollet decise di spostare il festival ad Aprile per evitare il desertico caldo della California, aumentando il prezzo dei biglietti a 65 dollari. Questa edizione della manifestazione coinvolse 35.000 persone ma la Goldenvoice perse ancora soldi.
Solo nel 2002, grazie agli Oasis, Björk, i Queens of the Stone Age, i Foo Fighters e i Siouxsie, parallelamente all’ulteriore aumento del prezzo dei biglietti (75 dollari al giorno e 125 per il weekend), il festival di quell’edizione ottenne il successo sperato, portando finalmente gli organizzatori ad un risultato soddisfacente e al successo di pubblico e critica.

Oasis

Björk

La svolta del Coachella arriva nel 2004 con una lineup di due giorni diventata famosissima. I Radiohead, i Pixies, i The Cure e i Belle and Sebastian, fecero andare sold out per la primissima volta i biglietti del festival. In quell’occasione la cittadina di Indio, in un weekend aveva ospitato la bellezza di 110.000 persone. Un vero successo.

Come sappiamo, dal 2004 ad oggi, sul palco del Coachella si sono susseguiti tantissimi artisti e mostri sacri, da Paul McCartney a Rogers Waters, da Prince ai Coldplay, dai Red Hot Chili Peppers a Leonard Cohen e Amy Winehouse.
Tutti vogliono suonare e partecipare al Coachella trasformando il festival in un evento talmente pop glam, da far nascere anche un vero e proprio Coachella style. Infatti oggi il Coachella viene immediatamente associato a make-up particolari, trecce, uno stile boho-chic e tutto rimanda ad una combinazione di culture: hippie, gipsy, boho e cowboy.
Ma non è stato sempre così, perché all’inizio della sua diffusione il Coachella era un semplice festival musicale, molto lontano dalle edizioni super modaiole degli ultimi anni, di conseguenza anche le celebrità che vi partecipavano avevano uno stile molto più semplice e tranquillo, da classico concerto insomma.

Cameron Diaz

Drew Barrymore

Oggi lo stile Coachella detta le regole del nuovo how to wear e brand come Forever 21 e H&M hanno lanciato intere capsule collection dedicate al festival, caratterizzate da shorts di jeans, frange, texani, cappelli da cowboy, maxi abiti gipsy, accessori, gioielli e tanto, tanto colore.

Gigi Hadid

Alessandra Ambrosio

Jasmine Sanders and Winnie Harlow

Stella Maxwell

Shanina Shaik and Sara Sampaio

Paris Hilton

Lineup Coachella 2019

Il Coachella oggi è molto più di un festival, rappresenta una vera e propria manifestazione di “moda” che ha il compito di vendere un “costume” ben preciso alla società contemporanea.


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About Author

“Il peccato capitale non è essere vestito male, è indossare la cosa giusta nel posto sbagliato.". Lo ha detto Edith Head, celebre costumista americana con più Oscar in tasca di chiunque altro e sono fermamente convinta che abbia ragione, credo che questo dovrebbe diventare un po' il mantra della vita…almeno lo è della mia. Sara, 24 anni, ex studentessa per ora, parlo tre lingue, faccio di tutto e di più perché non posso stare ferma e la mia passione più grande è da sempre la MODA e tutto ciò che la riguarda. Amo i viaggi, un tramonto sul mare, i posti da scoprire, il sole, cantare a squarciagola in macchina, la buona cucina di mia nonna. Amo l’amore. Amo scrivere, a volte non riesco a smettere. Cinepatica, datemi un titolo e vi dirò chi siete. Anima wanderlust. Perfezionista, spendacciona, romantica e innamorata del mio John Smith. Attenta osservatrice, i dettagli fanno la differenza. Sempre pronta sulle nuove tendenze. Credo che lo shopping sia la miglior terapia al mondo. Collezionista compulsiva di scarpe e occhiali da sole. Non esco mai senza i miei cat-eye neri. Non so ancora chi diventerò nella mia vita ma so solo che qualunque cosa farò ci metterò sempre dedizione e tanta tanta PASSIONE.

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