Cosa c’è di meglio per il nuovo anno che programmare un bel viaggio? E siete tra quelli che non amano le stranezze quando viaggiano e preferiscono visitare mete turistiche classiche, non leggete questo articolo. Perché non vi parleremo dei ristoranti più chic di Parigi o dei quartieri più cool per lo shopping a Londra. Vi parliamo invece dei villaggi più bizzarri e curiosi disseminati per il pianeta. Si va dal villaggio giapponese con i tetti a forma di mani in preghiera alle case degli Hobbit in Nuova Zelanda, dal paesino andaluso con le case dipinte in azzurro in omaggio ai Puffi, a quello cinese abitato da statue di nani.

Siete pronti a partire? Vi portiamo alla scoperta dei 10 posti più strani al mondo.

Shirakawa-go, Giappone

Vedendolo in fotografia non direste mai che siamo in Giappone. Forse in Svizzera, con tutte quelle casette di legno e la neve, anche se i tetti sono insolitamente appuntiti. E invece Shirakawa-go è un villaggio medievale Patrimonio Unesco all’interno della valle del fiume Shogawa nella prefettura di Gifu.  Le casette sono costruite secondo lo stile gassho-zukuri, ovvero con tetti di paglia a punta che ricordano due mani giunte in preghiera. Siccome nella regione nevica molto, la conformazione di questi tetti permette alla neve di scivolare giù più facilmente.

shirakawago

Shirakawago in Giappone.

Giethoorn, Olanda

Riuscite ad immaginare come dev’essere vivere nel ventunesimo secolo in un paese senza macchine? Lo sanno bene gli abitanti di Giethoorn, villaggio olandese a circa due ore di treno da Amsterdam, che si visita a bordo di piccole imbarcazioni che solcano i canali, scivolando sull’acqua tra casette tradizionali e giardini di ortensie. La chiamano non a caso “Venezia dei Paesi Bassi”. Per veri romantici.

Giethoorn in Olanda.

Giethoorn in Olanda.

Supilinn, Estonia

A Supilinn in Estonia, tutte le vie sono intitolate ad ortaggi. Lo stesso nome, Supilinn, in lingua estone significa “città minestrone”. Il villaggio è in realtà una località della città di Tartu, ed era un tempo una zona degradata. Oggi, passeggiando per via del Fagiolo e via del Melone (no, non stiamo scherzando), sembra che vada un po’ meglio, anche se alcune abitazioni presentano ancora l’aspetto dimesso di un tempo.

Zalipie, Polonia

Un paesino dove tutte le case sono ricoperte da decorazioni a fiori: non state sognando e non siete in una favola di Andersen. Siamo a Zalipie, Polonia del sud. In questa zona agricola del paese, dove fuliggine e muffe sulle pareti erano un problema frequente, le donne iniziarono a dipingere fiori sui muri delle case per abbellirle. La tradizione è sopravvissuta fino ad oggi grazie all’impegno delle abitanti. Tra queste si è distinta l’artista Felicja Curyłowa, scomparsa negli anni Settanta. Oggi la sua casa è diventata un museo.

Juzcar, Spagna

Juzcar è un villaggio nei dintorni di Malaga dove le case sono tutte azzurro acceso. La ragione è davvero bizzarra: la Sony aveva dipinto il villaggio di blu per promuovere il film “Puffy 3D”. A promozione conclusa, la multinazionale si era resa disponibile a ridipingere le case del colore originario. Ma, a sopresa, gli abitanti preferirono di no. Ora il villaggio andaluso, prima sconosciuto sulle mappe, è diventato una meta interessante per turisti e curiosi per via del suo colore.

Hobbiton, Nuova Zelanda

Fan del Signore degli Anelli di tutto il mondo aprite bene le orecchie: nel Matamata in Nuova Zelanda, esiste Hobbiton, il villaggio degli Hobbit. Creato appositamente come set per le riprese della saga cinematografica, il villaggio è rimasto aperto ai turisti e si organizzano tour per visitare le abitazioni delle creature nate dalla penna di Tolkien.

Hobbiton in Nuova Zelanda.

Hobbiton in Nuova Zelanda.

Kunming, Cina

A Kunming, in Cina, si trova un villaggio popolato dai nani, all’interno del Parco ecologico delle farfalle. Le casette a forma di fungo sono abitate da persone affette da nanismo che si mettono in mostra per i visitatori. Un parco a tema eticamente discutibile secondo alcuni, ma che ha incuriosito la fotografa Sanne De Wilde, che vi ha dedicato un progetto fotografico.

Elista, Russia

Elista, paesino della Russia sudoccidentale, è il regno degli scacchi. Nel 1998 ha ospitato le Olimpiadi degli Scacchi e conserva ancora il City Chess, l’ex villaggio olimpico dove le piazze sono gigantesche scacchiere con pedine bianche e nere. Il villaggio ospita anche un centro sportivo, una stazione sciistica, musei, e teatri. Elista è anche la capitale della Calmucchia, che dal 1993 al 2010 è stata governata da Kirsan Ilyumzhinov, grande appassionato di scacchi. Per veri fanatici del gioco da tavolo.

Villa Epecuén, Argentina

Villa Epecuén è stato un rinomato villaggio turistico tra gli anni Venti e gli anni Settanta, nella provincia di Buenos Aires in Argentina. Ad attirare i visitatori, che arrivavano facilmente in treno dalla capitale, erano le acque terapeutiche del lago Epecuen. Nel novembre del 1985 una violenta tempesta causò la distruzione della diga che proteggeva Villa Epecuén, che fu così interamente sommersa. Dopo oltre 30 anni, le acque si sono ritirate, riportando alla luce la città fantasma, con le sue case diroccate e le auto abbandonate. Gli abitanti del villaggio riuscirono a salvarsi rifugiandosi nella vicina città di Carhue, solo uno decise di tornare a vivere nella sua vecchia casa: Pablo Novak, oggi ultraottantenne, che accoglie i visitatori che passano da Villa Epecuen.

Lago Inle, Myanmar

Un lago dove le case, le scuole, gli ospedali e le stazioni di polizia sono costruite tutte con palafitte sull.acqua. Siamo al lago Inle, Myanmar, dove si trovano i villaggi galleggianti della popolazione Intha. Tappa imperdibile durante un tour della Birmania, il lago è solcato da pescatori che remano con una gamba e si tengono in equilibrio con l’altra a bordo di piccole barche tradizionali per poter avere le mani libere. Anche gli ortaggi vengono coltivati sull.acqua, su isole costruite dagli abitanti e chiamate comunemente orti galleggianti. I prodotti locali vengono poi rivenduti nei mercati galleggianti, con barche cariche di merce radunate in diversi luoghi in base ai diversi giorni.

Lago Inle in Myanmar.

Lago Inle in Myanmar.


 

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About Author

Copywriter e giornalista iscritta all'albo, classe 1988, scrivo per vocazione. Tre lingue parlate, leggo fin troppi libri per essere bionda. Segno zodiacale: cancro. Fiore preferito: l’orchidea. Consumatrice di rossetti. Cioccolato fondente almeno una volta al giorno. Mai imparato a fischiare. Nella mia mente sono sempre in viaggio. Se fossi un paese sarei l'Australia, l'avventura dei miei 16 anni. I grattacieli moderni, il cuore selvatico delle foreste, i colori chiari dell'outback. A vent’anni scopro l'America, in viaggio tra California e Nevada. Mi innamoro dei colori di Barcellona e dei cieli gelidi di Berlino. Mi sento più sicura se indosso qualcosa di nero. Alla primavera preferisco l'autunno, ma la mia stagione è l'estate. Ero una di quei bambini che parlano con l'amico immaginario. Mal sopporto la neve, il rosa e la marmellata di mirtilli. Sono per i cani piuttosto che i gatti, il mare più che la montagna. Mi arrabbio con moderazione. Mi sgrido tanto. Mi perdono spesso. E sogno di vedere l'Africa.