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“La gente tende a dimenticare che a un certo punto Chanel era un caso disperato”, ricordava così lo stilista che aveva deciso di accettare la direzione della maison, contro il parere di tutti.

Un mese fa, la mattina del 19 Febbraio 2019, il mondo intero ha perso per sempre uno dei più grandi stilisti del XX e XXI secolo. Karl Lagerfeld è stato e rimane un mito indiscusso.
Affermava lo stesso, nel documentario Lagerfeld Confidential del 2007: “Non voglio essere una presenza reale nella vita delle persone. Voglio essere un’apparizione, che appare e poi scompare”.

Collaboratore di numerose case di moda, stilista, designer e fotografo. Scattava lui stesso le fotografie per le sue campagne pubblicitarie. È stato direttore creativo di Fendi e Chanel e proprietario del brand che porta il suo nome.

Karl Lagerfeld nasce ad Amburgo, presumibilmente il 10 Settembre 1933, da Otto Lagerfeld, proveniente da una facoltosa famiglia di banchieri tedeschi e industriale nel commercio del latte condensato e da Elizabeth Bahlmann, commerciante di lingerie femminile.
Sulla data di nascita c’è da sempre un alone di mistero perché la scrittrice Alice Drake, sosteneva che fosse effettivamente nato nel 1933, mentre Lagerfeld stesso ha sempre affermato di essere nato nel 1935.

Karl emigra a Parigi con la madre nel 1953, ma nel 1949 arriva per la prima volta l’incontro con il mondo della moda grazie alla madre, che lo porta alla sua prima sfilata di Dior a Parigi.
Successivamente ottiene il suo primo lavoro nella moda nel 1954 da Pierre Balmain, dopo aver vinto un concorso per disegnare un cappotto sponsorizzato dal Segretario Internazionale della lana.
Infatti, sin dal primo momento Karl intuisce immediatamente il futuro del prêt-à-porter.
Inoltre in occasione di questo premio, diventa amico di Yves Saint Laurent con il quale instaurerà un rapporto di amicizia, ma allo stesso tempo con delle rivalità, fino al litigio nel 1975.

Nel 1962 diventa il primo freelance dell’industria della moda e inizia a lavorare tra Francia, Italia, Germania e Gran Bretagna, lanciando una sua etichetta. Nel 1958 arriva da Jean Patou.
Lascia l’atelier e apre un negozio a Parigi e, pensando al futuro, in questo periodo frequenta una veggente armena, Madame Zereakian, nota anche a Christian Dior.

Fu lei a dirmi che avrei avuto successo con la moda e i profumi. Così poi è stato”.

Con un’immagine inconfondibile, caratterizzata da occhiali scuri anche di notte, capelli bianchi raccolti a coda, camicie dal collo alto e cravatta, mezzi guanti di pelle nera, anelli, K. Lagerfeld ha dato prova della sua innata capacità di reinterpretare elementi in chiave contemporanea, soprattutto grazia anche alla sua cultura storica, letteraria ed artistica.

Durante gli anni della sua formazione da Chloé, Karl consolida l’estetica bohémien che ha reso il brand quello che è oggi.
È stato direttore creativo di Fendi, a fianco delle sorelle Fendi, per oltre 50 anni, convertendo la maison di pellicceria in un brand prêt-à-porter deluxe, creando anche il logo con “la doppia F” (Fun Fur). 

Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi, dopo la sfilata alla Fontana di Trevi. Roma, 7 luglio 2016.

Ma pensando a lui, chiunque lo ricorderà per aver ridato nuova vita alla maison Chanel, per cui è stato direttore creativo fino al 1983.

K. Lagerfeld viene infatti chiamato da Alain Wertheimer, presidente Chanel, per occuparsi prima dell’haute couture e poi del prêt-à-porter e degli accessori.
Spesso il couturier aveva ricordato: “La gente tende a dimenticare che a un certo punto Chanel era morto e sepolto. Lo portavano solo le mogli dei medici del XVIº arrondissement. Non lo voleva più nessuno, era un caso disperato”.

Nel Gennaio del 1983 era riuscito a ridare nuova vita allo storico atelier di mademoiselle Coco Chanel, scomparsa nel 1971, inaugurando per così dire, la terza vita di Chanel.
Per il designer l’esperienza della prima collezione fu un viaggio nei tratti caratterizzanti della maison, dando maggior risalto a tutto ciò che ancora oggi Chanel rappresenta per il mondo intero: un’icona senza tempo.
È stato in grado di rendere attuali e desiderati i tessuti bouclé, i giacchini senza revers, le perle, le intramontabili borse con catene a tracolla e le camelie.
Inoltre le sfilate rappresentano dei veri e propri spettacoli teatrali, messi in scena presso il Grand Palais, ogni volta reinventato.

Chanel Paris Fashion Week 2019

La bravura del kaiser è stata proprio quella di portare avanti la celebre maison di pari passo con il progresso, però allo stesso tempo continuando a mantenere un attento sguardo verso il passato, in modo che i nuovi elementi potessero entrare nell’immaginario collettivo, come se ne facessero parte da sempre.

K. Lagerfeld nel corso della sua carriera ha vestito innumerevoli pop star come Kylie Minogue, Madonna, Karlie Kloss, Natalia Vodianova, Milla Jovovich, Carla Bruni, Linda Evangelista, Naomi Campbell, Cara Delevigne e moltissime altre.
La sua pupilla negli anni ’80 e ’90 è stata Claudia Schiffer, che in occasione della morte del couturier ha dichiarato “Lui era la creatività in persona. Mi mancherà moltissimo”.
Kaia Gerber invece la sua ultima musa.

Karl Lagerfeld e Linda Evangelista

Il couturier con Cindy Crawford

Claudia Schiffer

Kaia Gerber

Scompare così ad 85 anni un uomo riservato, che lascia un vuoto incolmabile perché unico nel suo genere, che ha saputo rendere il lusso essenziale, visibile l’irreale.
Affermava lo stesso: “Creiamo qualcosa che non serve a nessuno ma che tutti vogliono”.

La casa di moda ha già comunicato che sarà Virginie Viard, braccio destro di Karl Lagerfeld, a continuare il lavoro per la maison.
Un’altra donna alla guida di un’impresa di successo mondiale.


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About Author

“Il peccato capitale non è essere vestito male, è indossare la cosa giusta nel posto sbagliato.". Lo ha detto Edith Head, celebre costumista americana con più Oscar in tasca di chiunque altro e sono fermamente convinta che abbia ragione, credo che questo dovrebbe diventare un po' il mantra della vita…almeno lo è della mia. Sara, 24 anni, ex studentessa per ora, parlo tre lingue, faccio di tutto e di più perché non posso stare ferma e la mia passione più grande è da sempre la MODA e tutto ciò che la riguarda. Amo i viaggi, un tramonto sul mare, i posti da scoprire, il sole, cantare a squarciagola in macchina, la buona cucina di mia nonna. Amo l’amore. Amo scrivere, a volte non riesco a smettere. Cinepatica, datemi un titolo e vi dirò chi siete. Anima wanderlust. Perfezionista, spendacciona, romantica e innamorata del mio John Smith. Attenta osservatrice, i dettagli fanno la differenza. Sempre pronta sulle nuove tendenze. Credo che lo shopping sia la miglior terapia al mondo. Collezionista compulsiva di scarpe e occhiali da sole. Non esco mai senza i miei cat-eye neri. Non so ancora chi diventerò nella mia vita ma so solo che qualunque cosa farò ci metterò sempre dedizione e tanta tanta PASSIONE.

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