Un tour nei luoghi storici della Puglia

Questo contributo su Bari Vecchia rappresenta il primo di una serie che racconteranno il tour che questa estate ho compiuto in Puglia con mio fratello e le mie cugine. Un viaggio per non scordare le mie origini pugliesi e per mostrarvi cosa può offrire questa magnifica regione oltre alle località balneari che l’hanno resa celebre negli anni, come il Salento. Vi mostrerò luoghi ricchi di storia e che, forse, alcuni non conoscono nonostante la ricchezza culturale che possono offrire. Il viaggio è sicuramente incompleto, molti altri luoghi sarebbero da visitare. Non sono stati volutamente trascurati ma solamente rimandati ad un prossimo appuntamento, magari la prossima estate. Quindi, dopo questa premessa, viviamo la nostra prima tappa!

Bari Vecchia: dalla microcriminalità alla movida

Bari Vecchia, nome storicamente attribuito al quartiere San Nicola, rappresenta un microcosmo nella Città, un labirinto di viuzze a ridosso del mare in cui è possibile scoprire ben 40 chiese e 120 edicole votive, dove si incontrano signore intente a realizzare le famose orecchiette fatte a mano, piatto tipico e amatissimo. Questa zona di Bari, fino a pochi anni fa difficilmente percorsa dai turisti a causa della microcriminalità locale, rappresenta oggi il regno della movida pugliese anche grazie al boom di ristoranti e locali aperti nei suggestivi vicoli, ma altresì quella porzione di città più folcloristica, ancora legata ad antiche tradizioni, depositaria di memorie e costumi.

E’ lo straordinario centro storico di Bari, oggi denominato borgo antico, un quartiere con una sua storia antichissima e una quotidianità attuale. Un luogo che merita veramente di essere riscoperto e vissuto. La rinascita è iniziata negli anni ’90, quando si cercò di puntare sulla esaltazione delle bellezze architettoniche del centro storico della città. Punto a favore è anche la vicinanza con il famoso porto di Bari che rappresenta uno dei principali scali del nostro Paese anche per le navi da crociera che giornalmente vi attraccano, oltre che per i numerosi traghetti provenienti da Grecia, Croazia, Montenegro e Albania.

Vicolo di Bari Vecchia con una tradizionale edicola votiva

Vicolo di Bari Vecchia con una tradizionale edicola votiva (Ph. Alessio Gilardi)

Un centro ricco di storia e cultura

La città vecchia è la parte più antica della città di Bari, all’interno delle antiche mura, così denominata, a partire dal XIX secolo, in contrapposizione alla città nuova, la cui edificazione è iniziata a partire dal 1813 sotto il regno di Gioacchino Murat. Bari Vecchia è situata nella penisola racchiusa tra i due porti di Bari (il porto vecchio e il porto nuovo), delimitata a sud da Corso Vittorio Emanuele, mentre la città nuova si estende tra la ferrovia e la costa, con strade a reticolo ortogonale. Insieme formano l’odierno centro urbano della città di Bari e sono riuniti nel I° Municipio denominato quartiere Murat, centro pulsante della città capoluogo pugliese.

Bari Vecchia è chiusa a est dalle mura che la separano dal lungomare: è caratterizzata da un impianto urbanistico d’epoca bizantina e presenta edifici di varie epoche – circa dall’XI al XVII secolo, tranne alcune eccezioni. Storicamente accertato è il fatto che la città fu quasi totalmente rasa al suolo nel 1156 per ordine del re normanno Guglielmo il Malo, risparmiando solo la Basilica di San Nicola e qualche altro edificio di culto. Spesso sono stati utilizzati i basamenti di edifici abbattuti o intere parti di edifici preesistenti per innalzare o integrare i nuovi.

Vista delle mura e del Lungomare verso il Porto Vecchio

Vista delle mura e del Lungomare verso il Porto Vecchio (Ph. Alessio Gilardi)

Due gioielli del romanico: San Nicola e San Sabino

Si trovano nella Bari antica notevoli monumenti romanici. La Basilica di San Nicola è uno dei più fulgidi esempi di architettura del romanico pugliese, costruita tra il 1089 e il 1197 durante la dominazione normanna. La tradizione vuole che la Basilica sia stata eretta a seguito dell’arrivo a Bari di un gruppo di marinai in possesso delle spoglie di San Nicola. La realizzazione della Chiesa è legata alla volontà di ospitare e custodire le reliquie del Santo, la cui venerazione riguarda anche la religione ortodossa.

La Basilica rappresenta infatti uno dei pochi luoghi frequentati contestualmente da credenti appartenenti alle Chiese d’Occidente e d’Oriente, rappresentato l’incontro tra la cultura greco-ortodossa e quella cattolico-romana. A suggello dell’amorevole e fruttuoso scambio ecumenico, le celebrazioni in rito ortodosso si tengono ogni giorno dell’anno nella cripta della Basilica, accanto al simulacro del santo. Il flusso secolare dei pellegrini ha permesso la costituzione di un “tesoro”, composto dai doni che essi stessi portavano in Basilica come segno di devozione per il santo che vi si venerava.

Altro edificio da ammirare, insieme alla sua bellissima Cripta, è la Cattedrale di San Sabino, nei cui archivi è conservato un celebre Exultet, un codice miniato databile attorno al 1025. Originariamente edificata nel 1034 in epoca bizantina, venne ricostruita tra il 1170 ed il 1178 in un impianto che vanta una cupola di ben 35 metri di altezza. La Cattedrale è un classico esempio di romanico-pugliese e nel suo interno troviamo alcune tracce degli originari mosaici presenti un tempo sul pavimento.

Sorcio della facciata Principale della Basilica di San Nicola

Scorcio della facciata Principale della Basilica di San Nicola (Ph. Alessio Gilardi)

Dalle chiese al Castello: il potere religioso e politico

Nel centro storico sono presenti altri monumenti, come il celebre Castello normanno-svevo, fatto edificare nel suo nucleo principale da Federico II di Svevia sul sito di precedenti fortificazioni bizantine. Le principali modifiche riguardarono, in epoche diverse, le torri e i bastioni che si ergono imponenti dal fondo del fossato che circonda l’intero edificio. Ampliato nel XVI secolo quando divenne dimora di Isabella d’Aragona e, in seguito, dalla di lei figlia Regina Bona Sforza di Polonia, fu poi adibito nel XIX secolo a prigione e caserma.
Da segnalare il ritrovamento al suo interno, durante gli scavi condotti all’inizio degli anni ’80, della pianta completa di una chiesetta protocristiana, visitabile seguendo il percorso in uscita dal fondo della Gipsoteca.

Per secoli i centri nevralgici di Bari sono stati le due chiese maggiori, in quanto centri della fede e il castello, sede dapprima del potere politico e militare e, successivamente, solo di quello militare in seguito allo spostamento, nel Palazzo del Sedile, della sede del Decurionato (ciò che attualmente chiameremmo amministrazione comunale) nel XVI secolo, in quanto di fronte alla grande piazza Mercantile. Questi centri sono tutti collegati direttamente tra loro da vie principali: su queste strade le più importanti famiglie dell’aristocrazia barese fecero edificare le loro imponenti residenze.

Un tempo a Bari i debitori insolventi venivano puniti in un modo del tutto insolito: anziché andare alla gogna, come succedeva altrove, venivano legati alla Colonna della Giustizia ed “esposti al pubblico”. La “Colonna Infame”, come viene spesso identificata, sorge proprio in piazza Mercantile accanto al Palazzo del Sedile, ed è costituita da una colonna di spoglio in marmo bianco, risalente alla metà del 500, sormontata da una sfera e da un leone di pietra accovacciato alla base, che al petto porta la scritta “Custos Iusticiae” databile intorno al 1150, “custode della giustizia”. La colonna rappresentava quindi una sorta di gogna cittadina molto meno dura: i condannati venivano fatti sedere a cavallo del leone col sedere all’aria e le mani legate alle colonna.

Vista dell'accesso al Castello normanno-svevo

Vista dell’accesso al Castello normanno-svevo (Ph. Alessio Gilardi)

Chiese e vicoli: profumi e scorci d’improvvisa bellezza

Il centro storico pullula anche di chiese minori tra cui interessanti dal punto di vista architettonico sono la Chiesa di San Gregorio (XI secolo-XII secolo), la Chiesa della Trinità, la Chiesa di San Giorgio dei Martiri (o degli Armeni), la Chiesa di Santa Chiara, la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di San Marco dei veneziani, quella di Santa Scolastica, la Chiesa di Santa Pelagia, la Chiesa del Gesù, la Chiesa di Santa Teresa dei Maschi, con annesso Convento, la Chiesa di San Michele e ultima, ma non meno apprezzabile, la Chiesa della Vallisa.

Altro edificio celebre di Bari antica è il Fortino di Sant’Antonio Abate, eretto per scopi difensivi nel XIV secolo dal Principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, demolito dagli stessi baresi nel 1463 e in seguito ricostruito nel XVI secolo. Da non trascurare i percorsi pedonali che da Piazza del Ferrarese portano, attraverso l’antica Piazza Mercantile, all’intrigo di vicoli della città vecchia, con i suoi profumi e gli scorci di improvvisa bellezza e attraverso la rampa che conduce al Fortino su citato, alla suggestiva passeggiata lungo la Muraglia che termina in prossimità del complesso di Santa Scolastica, nei pressi dell’accesso principale all’area portuale.

Scorcio suggestivo di un vicolo con chiesetta

Scorcio suggestivo di un vicolo con chiesetta (Ph. Alessio Gilardi)


 

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About Author

Conosciuto come Gillo, nasce in Brianza nel 1988 ed è co-fondatore di Glamour Affair. Ha molte passioni, ma quella innata per la progettazione e il design lo ha portato a conseguire nel 2014, presso il Politecnico di Milano, la Laurea Magistrale in Architettura delle Costruzioni con il massimo dei voti. Iscritto all'Ordine professionale dal 2016, ha esercitato la professione di architetto e fotografo come libero professionista, lavorando oggi nella comunicazione e nella fotografia con la Società Quadrifolium Group S.r.l. che ha fondato con il fratello Stefano. Il mondo dell’arte e della creazione (non della creatività, quella la lasciamo ai grandi Maestri), lo ha aiutato ad essere un gran osservatore ed a sviluppare un attento occhio critico. Un carattere risoluto lo porta spesso ad odiare le mezze misure, ma ciò non gli impedisce di essere sempre disponibile verso tutti ed ascoltare le persone. Si ritiene tradizionalista (alcuni, per disprezzo, direbbero conservatore), ma senza timore del progresso, e crede che solo l’impegno e la costanza possano portare al raggiungimento dei propri obiettivi. Cerca sempre di dare molto valore al tempo perché, essendo di natura uguale per tutti, è il più grande strumento di democrazia.

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