In questi mesi non si fa altro che parlare di lui. Donald Trump, il nuovo presidente degli Stati Uniti. Di quale politiche intenda adottare, di sua moglie Melania, dei suoi figli e di come cambierà l’America. Ma che cosa sappiamo davvero della sua città natale, New York, la Grande Mela, la metropoli dei film e delle serie Tv? Proprio grazie a questi ultimi, ci sembra di conoscerla come il quartiere dove siamo nati. Abbiamo camminato nelle sue strade con la serie Sex &The City, abbiamo viaggiato sui suoi taxi gialli con Colazione da Tiffany, l’abbiamo persino vista colpita dalle peggiori catastrofi in The Day After Tomorrow.

Ma che cosa sappiamo davvero di New York?

Siamo andati alla ricerca di qualche curiosità sulla città più citata al mondo, nel caso vi venisse voglia di prendere un aereo e partire, per conoscerla in prima persona.

  1. Un caleidoscopio di lingue. Dei suoi oltre 8 milioni di abitanti, circa il 40% è nato al di fuori degli Stati Uniti. Nella Grande Mela, oltre all’nglese, si parlano circa 800 lingue, tra le quali italiano, yiddish e persino il gaelico. L’ingente flusso di turisti contribuisce a rendere questa città ancora più eterogenea e poliglotta. Nel 2013, ad esempio, è stato calcolato che circa 53 milioni di turisti abbiano visitato la città.
  2. La città green. Uno dei suoi soprannomi è concrete jungle, la giungla di cemento, per via dei suoi grattacieli vertiginosi. Del resto chi non ha visto, almeno in fotografia, immagini del suo skyline al tramonto? In realtà, New York è una delle metropoli più verdi al mondo. Il 14% del suo territorio sarebbe infatti occupato da parchi, tanto che si stima che ciascun newyorkese avrebbe a disposizione per sé, se volesse, circa 23 metri quadrati di verde.
  3. I taxi gialli. Insieme alla statua della Libertà e al Ponte di Brooklyn, un’icona della città sono i taxi gialli. Secondo recenti stime sarebbero più di 13 mila e il loro colore serve a rendere più facilmente individuabili da lontano. Molto utilizzata per gli spostamenti pubblici è anche la metropolitana, che vanta 34 linee. Nel mondo occidentale, è quella su cui transita il maggior numero di passeggeri.
  4. La megalopoli dei 5 distretti. New York è suddivisa in cinque quartieri, di cui solo uno, il Bronx, collocato sul continente. Manhattan e Staten Island sono infatti isole, mentre Brooklyn e Queens si trovano sull’estremità sud di Long Island.
  5. La Statua della Libertà. Tra tutti, il simbolo più celebre della Grande Mela. Fu realizzata da Frédéric-Auguste Bartholdi, il quale trasse ispirazione dal colosso di Rodi, con alcuni simboli in aggiunta. La torcia rappresenta la luce della ragione, le sette punte del copricapo rimandano ai continenti e ai sette mari. La tavola che la Statua della Libertà sorregge è un riferimento alla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. Fu donata dai francesi nel 1876 a ricordo dei cent’anni dall’indipendenza americana.

E infine, la domanda che tutti si sono posti almeno una volta nella vita. Perché New York è soprannominata la Grande Mela? In rete le versioni abbondano. Secondo alcuni, il soprannome sarebbe dovuto alla conformazione della città, che dall’alto assomiglia appunto ad una gigantesca mela. Nel 1909 nel libro The Wayfarer in New York di Edward S. Martin, il soprannome venne utilizzato per la prima volta.

Negli anni Venti il termine fu utilizzato dal cronista sportivo John J. Fitz Gerald, poi ripreso negli anni Settanta da una campagna di promozione turistica per il rilancio della città, associata ad immagini di invitanti mele rosse. Secondo qualcun altro, l’espressione deriva dall’ambiente jazz, perché molti musicisti si trasferirono nella città che non dorme mai per sfondare e la mela sarebbe quindi simbolo di successo. Di sicuro però il soprannome non ha nulla a che vedere con la Apple, la società fondata da Steve Jobs e il cui logo è l’onnipresente mela morsicata.

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About Author

Copywriter e giornalista iscritta all'albo, classe 1988, scrivo per vocazione. Tre lingue parlate, leggo fin troppi libri per essere bionda. Segno zodiacale: cancro. Fiore preferito: l’orchidea. Consumatrice di rossetti. Cioccolato fondente almeno una volta al giorno. Mai imparato a fischiare. Nella mia mente sono sempre in viaggio. Se fossi un paese sarei l'Australia, l'avventura dei miei 16 anni. I grattacieli moderni, il cuore selvatico delle foreste, i colori chiari dell'outback. A vent’anni scopro l'America, in viaggio tra California e Nevada. Mi innamoro dei colori di Barcellona e dei cieli gelidi di Berlino. Mi sento più sicura se indosso qualcosa di nero. Alla primavera preferisco l'autunno, ma la mia stagione è l'estate. Ero una di quei bambini che parlano con l'amico immaginario. Mal sopporto la neve, il rosa e la marmellata di mirtilli. Sono per i cani piuttosto che i gatti, il mare più che la montagna. Mi arrabbio con moderazione. Mi sgrido tanto. Mi perdono spesso. E sogno di vedere l'Africa.

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