PUBBLICITÀ

 

Glamour Affair ha visitato il nuovo spazio di Chef in Camicia curato da Be Flower con Natalie Pepe e Stefania Fanchini.

chef in camicia

I tre fondatori di Chef in Camicia: da sinistra Luca Palomba, Nicolò Zambello e Andrea Navone.

Siamo andati a trovare Nicolò Zambello, CEO di Chef in Camicia, nella nuova location milanese di questa florida realtà del panorama food italiano. Un ambiente accogliente e semplice, che punta sulla funzionalità e sull’impatto estetico che metta in risalto i prodotti e i Brand partner di Chef in Camicia. Un allestimento nato dalla collaborazione con Be Flower, brand fondato da un gruppo di formidabili donne che abbiamo incontrato nella settimana del salone del mobile proponendovi la loro interessante realtà in un ricco articolo. Abbiamo fatto una interessante chiacchierata con Nicolò cercando di scoprire quali sono i segreti per avere successo, soprattutto nel panorama social dove Chef in Camicia ha imposto la propria presenza.

chef in camicia

La Location / Set di Chef in Camicia

chef in camicia

La Location / Set di Chef in Camicia

Glamour Affair – Nicolò raccontaci cos’è Chef in Camicia.

Nicolò Zambello (Chef In Camicia) – Chef in Camicia è uno dei principali canali food italiani, dove per canali intendiamo Facebook, Instagram, Youtube e Pinterest, ossia i luoghi dove trasmettiamo i nostri contenuti che consistono in video inerenti alla cucina e al food. Questi contenuti possono essere una video ricetta, modalità di uso di un ingrediente, tutti i classici format da cucina, reinterpretati in chiave giovanile e moderna, che hanno reso Chef in Camicia ad oggi una delle principali Community italiane. Seguita da circa 500.000 persone, cresce con un tasso del 15/20 % al mese.

G.A. – Come siete riusciti a creare questa Community così vasta?

N.Z. – Intanto perché il format che proponiamo, come ad esempio la ricetta ripresa dall’alto o frontalmente, sempre di una durata abbastanza ridotta, piace alla gente, perché gli insegna qualcosa. Noi puntiamo molto sull’educational marketing: insegniamo alla gente a cucinare in una maniera veloce, non alla Giallo Zafferano. Un modo più smart e diverso di fruire del contenuto. Nel tempo di attesa dell’ascensore di un minuto, la casalinga che torna a casa e deve cucinare ha già selezionato, visionato e appreso la ricetta.

G.A. – Da quanto tempo avete dato vita a Chef in Camicia?

N.Z. – Chef in Camicia nasce nel 2015. Prima eravamo una semplice società di catering, sempre nel mondo del food. Dopo un anno di attività invece abbiamo aperto la parte digital, creando in un anno una community di circa 500.000 persone. Siamo riusciti a crescere tanto in un anno, facendo un po’ concorrenza alla televisione e lavorando con aziende che con noi cercano visibilità. La gente passa gran parte del proprio tempo sui social e avere molta visibilità in questa vetrina porta alla aziende un impatto diretto sia sulle vendite che sulla brand awareness. Un dato interessante che abbiamo raccolto poco tempo fa, è che da inizio 2017 sui nostri video la gente ha passato fino ad oggi oltre 11 milioni di minuti, che sono 21 anni di tempo!

G.A. – Com’è nata l’idea di creare questa nuova location dove ci troviamo ora?

N.Z. – Siamo riusciti a prendere contatto con aziende importanti del settore come Smeg e Lago, che ci hanno fornito l’arredo da cucina, mentre l’allestimento è stato curato da Be Flower in maniera magistrale. Quindi, dopo un anno di attività in cui ci appoggiavamo a location esterne, abbiamo deciso di fare un investimento per creare questo ambiente che è il nostro “set televisivo”. Con Laura e Monica (Be Flower) l’idea era quella di far sì che ogni punto del set fosse utile per girare dei format, dalla ricetta dall’alto a quella ripresa da davanti, piuttosto che svariati altri format in declinazione food che è il nostro settore di targettizzazione dell’audience. Noi ne stiamo già traendo i benefici con registrazioni video efficaci e un ambiente più accogliente per i clienti, dando qualità globale e un aspetto giovane al progetto.

G.A. – Quindi come collaborate con le Aziende e com’è nata la collaborazione con Be Flower?

N.Z. – Semplicemente inseriamo nei nostri video i prodotti commerciali. Con i nostri clienti condividiamo dei piani editoriali, per cui periodicamente escono dei contenuti realizzati insieme e, di conseguenza, abbiamo un ritorno economico in base alle visualizzazioni o ad accordi preventivi.

Laura Calegari (Be Flower) – La collaborazione tra Be Flower e Chef in Camicia è nata, tramite altri contatti, come una collaborazione di lavoro. Poi, parlando, abbiamo colto la loro esigenza di creare questo spazio e dargli un aspetto omogeneo. Per cui Be Flower, con Natalia Pepe (interior designer specializzata nel tessile) e Stefania Fanchini (architetto di giardini), ha pensato di creare un luogo dal sapore domestico, che sembrasse una cucina con oggetti e toni particolari e che si adattasse come colori e luci alle esigenze di Chef in Camicia. Un ambiente non invasivo dove far risaltare i prodotti e i marchi delle aziende partner, una scatola nera con oggetti affini alla cucina e un piano di lavoro pulito ma di impatto. Poi abbiamo inserito piccoli particolari come le mensole rivestite in jeans come il frigorifero.

G.A. – Da chi è nato il progetto Chef in Camicia?

N.Z. – Il progetto è nato da me, Nicolò Zambello, Luca Palomba e Andrea Navone, i tre soci fondatori. Ormai tutti e tre ci occupiamo a tempo pieno di Chef in Camicia, ma arriviamo da strade un po’ diverse: Andrea Navone è nato in cucina e si occupa della parte di eventi e produzione dei contenuti, io mi occupo della parte gestionale e coordinamento del team, che ormai conta una decina di persone, mentre Luca Palomba è responsabile del coordinamento commerciale. Poi abbiamo una ragazza che si occupa della parte grafica, due ragazze del video making, un social media manager e un ragazzo che si occupa del commerciale e amministrazione.

G.A. – Come ha inciso il team nella qualità e nell’evoluzione del vostro prodotto?

N.Z. – Avere un team e settorializzare le competenze è necessario per seguire una grande quantità di progetti. Poi, per alcune cose specifiche come la grafica, non avevamo le abilità per realizzare un prodotto di qualità. Non ci si può improvvisare! Noi nasciamo come persone che realizzano video e la nostra mission principale è stata fin da subito quella di puntare molto sul brand, poiché di aziende che realizzano video ce ne sono molte, ma di Chef in Camicia ne esiste solo una. Quindi se investi sulla grafica e sulla qualità, poi le aziende ti riconoscono maggiormente come brand e identità. Sicuramente nella fase iniziale si hanno minori margini di guadagno, ma alla lunga incrementi il posizionamento del tuo prodotto. Ad oggi molte aziende conoscono Chef in Camicia e il nostro prodotto. Dopo solo un anno direi che è una grande soddisfazione!

G.A. – Come vi rapportate con la concorrenza e il mondo del blogging?

N.Z. – Il blogging è un settore dove c’è molta incompetenza e gente che si improvvisa. Capita che le aziende si trovino spesso male con queste personalità che, spesso, non sanno neanche da dove iniziare se vengono avanzate richieste specifiche. Quello del digitale è ancora un mondo dove puoi formare molto il tuo prodotto, perché la concorrenza non è ancora ben strutturata e a livello di investimento non si hanno più grandi barriere di ingresso per diventare un broadcaster. Però se riesci a fare qualcosa che piace, si riesci ad uscire dal branco e se ti rapporti bene con le aziende, queste ti danno fiducia. La scelta di realizzare una bella location con la collaborazione di Be Flower nasce dall’esigenza di poterci vendere sempre al meglio e fornire un ottimo biglietto da visita.

chef in camicia

Andrea Navone al lavoro sul set.

chef in camicia

Il marchio del Brand “Chef in Camicia”


 

Grazie per aver letto questo articolo!

Se ti è piaciuto condividilo utilizzando i tasti di condivisione social e iscriviti alla nostra Newsletter settimanale per rimanere sempre aggiornato. Potrai cancellarti in qualsiasi momento.

campanella

 Sharing is Caring! 😉

 

About Author

Conosciuto come Gillo, nasce in Brianza nel 1988 ed è co-fondatore di Glamour Affair. Ha molte passioni, ma quella innata per la progettazione e il design lo ha portato a conseguire nel 2014, presso il Politecnico di Milano, la Laurea Magistrale in Architettura delle Costruzioni con il massimo dei voti. Iscritto all'Ordine professionale dal 2016, ha esercitato la professione di architetto e fotografo come libero professionista, lavorando oggi nella comunicazione e nella fotografia con la Società Quadrifolium Group S.r.l. che ha fondato con il fratello Stefano. Il mondo dell’arte e della creazione (non della creatività, quella la lasciamo ai grandi Maestri), lo ha aiutato ad essere un gran osservatore ed a sviluppare un attento occhio critico. Un carattere risoluto lo porta spesso ad odiare le mezze misure, ma ciò non gli impedisce di essere sempre disponibile verso tutti ed ascoltare le persone. Si ritiene tradizionalista (alcuni, per disprezzo, direbbero conservatore), ma senza timore del progresso, e crede che solo l’impegno e la costanza possano portare al raggiungimento dei propri obiettivi. Cerca sempre di dare molto valore al tempo perché, essendo di natura uguale per tutti, è il più grande strumento di democrazia.